Ecco l'erede di Fleming: scrive il nuovo 007
Lo scrittore Sebastian Faulks pubblicherà il 28 maggio del 2008 il nuovo romanzo con protagonista James Bond: «Devil May Care»
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Sebastian Faulks (Ap)
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LONDRA (GRAN BRETAGNA) - Il suo nome è Faulks. Sebastian Faulks. Ed è lo scrittore chiamato a ridare vita al celebre personaggio di James Bond creato dalla penna di Ian Fleming. Ambientato nel 1967, ai tempi della guerra fredda, in alcune fra le più suggestive località del mondo e come sempre ricco di belle donne e mondanità, il nuovo romanzo, dal titolo «Devil May Care», è stato commissionato a Faulks (che ha battuto la concorrenza di Frederick Forsyth e John Le Carré) dalla stessa famiglia Fleming e vedrà la luce il 28 maggio del 2008, in occasione del centenario della nascita del papà di 007.
ROMANZIERE DI ALTO LIVELLO - Considerato uno dei migliori romanzieri inglesi della sua generazione (è nato nel 1953, l’anno in cui Fleming scrisse il suo primo romanzo, «Casino Royale») e autore di successi come «La ragazza del Lion D’Or» (1996), «Il canto del cielo» (1996), «La guerra di Charlotte» (1998) e «Il gioco dell’alfabeto» (1999), Faulks si è detto sorpreso, ma al tempo stesso elettrizzato, dell’incarico: «Ho detto alla famiglia Fleming che non leggevo uno dei suoi libri dall’età di 13 anni ma che se una volta riletti, mi fossero piaciuti e avessi trovato il modo di fare qualcosa allo stesso modo, allora sarei stato felice di prendere in considerazione la proposta». E così, in effetti, è andata, come conferma lo stesso scrittore: «Li ho trovati molto più emozionanti di quello che mi sarei aspettato. Ho isolato gli aspetti essenziali e quelli più divertenti dei romanzi, poi ho preso quel modello e ci ho aggiunto i miei personaggi e la mia storia, cercando di sviluppare una prosa che fosse per l’ottanta per cento vicina a quella di Fleming». E a giudicare dalla reazione entusiasta di Barbara Broccoli, la produttrice dei film di James Bond, Faulks pare aver raggiunto il proprio intento: «Ho trovato la storia così convincente – ha detto, infatti, la Broccoli - che se qualcuno mi avesse raccontato che era stato rinvenuto un vecchio manoscritto di Ian Fleming ci avrei creduto subito».